Abbiamo già parlato di osteopatia, ma oggi lo facciamo in riferimento ad un ramo specifico di essa: l’osteopatia per bambini.
Per osteopatia come avviamo già visto nel precedente articolo si intende una forma di terapia manuale non invasiva in cui l’osteopata valuta il corpo del paziente nella sua globalità alla ricerca delle disfunzioni osteopatiche, ossia di quelle restrizioni di mobilità che in un dato momento stanno avendo ripercussioni sull’intero apparato muscolo-scheletrico e sulla postura.
Liberate queste disfunzioni, sarà la capacità di autoguarigione del paziente, in quel momento limitata dalle disfunzioni stesse, a riportare il corpo alla sua normale struttura e funzione.

Osteopatia pediatrica cos’è
In particolare, l’osteopatia pediatrica si occupa di tutte quelle disfunzioni possibilmente correlate a tensioni meccaniche acquisite prima della nascita oppure durante il parto e non solo.
Infatti, il lavoro dell’osteopata pediatrico può accompagnare anche la madre durante la gravidanza e successivamente il bambino nella sua crescita fino al completo sviluppo.
Quando ricorrere all’osteopata pediatrico
Già riconosciuta in molti paesi del nord Europa, la figura dell’osteopata sta iniziando ad assumere un ruolo di crescente importanza anche in ambito sanitario italiano.
Essendo incentrato sulla salute della persona nella sua globalità ed utilizzando tecniche manuali a scopo curativo, ma soprattutto preventivo, l’approccio dell’osteopata può essere molto utile anche in ambito pediatrico e, più nello specifico durante la gravidanza come osteopatia neonatale, nel neonato e nel bambino.
In gravidanza, infatti, il corpo della madre subisce importanti modificazioni dal punto di vista anatomico-fisiologico per predisporsi ad accogliere il feto durante i nove mesi che precedono il parto.
Unito alle modificazioni posturali che ne conseguono, ciò causa molto spesso problematiche, quali lombalgia, cervicalgia, difficoltà respiratorie, reflusso gastro-esofageo, dolori alle gambe, ritenzione idrica, problematiche digestive e molto altro.
I trattamenti osteopatici mirano, quindi, ad aiutare e ad ottimizzare le funzioni fisiologiche del corpo per far fronte a tali criticità.
Nel neonato, il ruolo dell’osteopata neonatale risulta importante dal punto di vista preventivo, ciò perché il passaggio del neonato nel canale del parto determina un modellamento delle ossa craniche ed uno stimolo meccanico essenziale per uno sviluppo regolare di tutto il corpo.
In un parto cesareo o in caso di travaglio difficoltoso, questo meccanismo viene compromesso.
Di conseguenza, durante la crescita, nel bambino potrebbero evidenziarsi problematiche a carico del sistema visivo e occlusale.
L’osteopata, quindi, interviene per riequilibrare il sistema e per permettere una migliore fisiologia.
In particolare, egli può agire su svariate tipologie di disturbi, quali plagiocefalie posizionali, asma, allergie, strabismo, disturbi del sonno, rigurgito, alimentazione difficoltosa, coliche, stipsi, torcicollo congenito, bronchiti ricorrenti, otiti e adenoidi ipertrofiche.

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